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Il primo Poetry Slam firmato Valerio Piga: è accaduto

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Valerio Piga è stato l’organizzatore e Maestro di Cerimonia del primo Poetry Slam @Jolly Roger 2 che si è tenuto a Roma il 28 ottobre 2015. Intervista a cura di Dimitri Ruggeri e Alessandro Scanu per la rubrica Come nasce uno Slam.

Come ti sei avvicinato alla poesia orale?
È accaduto. Una sera come tante mi ritrovavo da buon disoccupato ad occuparmi di come spendere l’ennesima nottata libera e mi sono imbattuto, tra le pagine di nostro signore Facebook, in un evento a me sconosciuto: un poetry slam. Ho deciso di andarci, da solo, e di partecipare. Veni, vidi, vici (botta di culo del principiante). Una bottiglia di vino rosso come trofeo. La poesia orale mi ha permesso di perdonarmi il fatto di non esser mai diventato un rapper, e di iniziare una nuova fase della mia vita.

Come mai hai deciso di organizzare un poetry slam?
Sono assetato di bellezza e voglio che il mondo intorno a me lo sia altrettanto. Amo la disciplina e spero che sempre più persone la incontrino. Spero di organizzarne tanti altri e di incontrare ogni volta nuovi slammer da farsi male alle mani a forza di applaudirli, spero di conoscere poeti e non “poeghi”, tanto per citare una poetessa contemporanea che stimo (anche se non slamma).

A tuo avviso quali sono i pro e i contro del poetry slam?
L’espressione artistica non ha contro, mai. I pro sono tanti, ma il più importante è ovviamente la condivisione. Per quanto riguarda la formula pratica del poetry slam, ovvero regolamenti e problemi organizzativi, non c’è contro che non si possa risolvere.

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foto di Elena Patti da facebook

Quali sono i luoghi più adatti per organizzare un poetry slam?
Come sopra, mi dispiace ripetermi, ma nel mio caso è stato il locale a trovarmi. Un pub carinissimo e un po’ nascosto nel quartiere di San Lorenzo a Roma, scoperto tramite un amica che mi ha invitato a una sua serata di poesia, è diventato il luogo. Pensando a quelli a cui ho partecipato come slammer o spettatore mi sono fatto un’ idea dei fattori estetico-tattici che possono far riuscire meglio un poetry slam. Credo che un pub, possibilmente con un palco, sia il luogo più adatto. Per grandi eventi invece trovo che il poetry slam meriti il teatro, oppure uno scenario da film, come una palestra con ring o un magazzino abbandonato con un palco pericolante. Vorrei anche aggiungere che un performer, al di là dei contest, farebbe bene ad esprimersi in strada random tra i passanti ignari.

Quali consigli ti senti di dare a chi si accinge a organizzare un poetry slam?
Farlo solo se lo si vuole davvero, non per lavoro, né per passare il tempo. Farlo per tempo. Non sottovalutare l’impegno mentale e fisico della serata stessa, al di là dell’organizzazione, nel caso in cui organizzatore ed mc siano la stessa persona. Tenersi sempre qualche poeta di scorta, che spesso i poeti ci ripensano.
Divertirsi.

Riproduzione riservata – Novembre 2015

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