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La guida liquida di D. Bulfaro: testimonianze di Dimitri Ruggeri

slam (1)Da pochi giorni è disponibile la Guida liquida al poetry slam (Milano, 2016) a cura di Dome Bulfaro e edita da Agenzia X. L’autore, oltre che a metterci del suo, ha avuto la capacità di raccogliere contributi e testimonianze di figure e personaggi rilevanti della scena nazionale e internazionale dello spoken word.

Tra queste sono stati inclusi stralci di un’intervista che il curatore della pubblicazione ha proposto a Dimitri Ruggeri, ideatore di SlamContemPoetry (uno dei primi e più importanti spazi web in Italia a occuparsi in modo organico e a tutto tondo della spoken word) e primo organizzatore/Mce a introdurre nel 2010 in Abruzzo un Poetry Slam. Ringraziamo tra l’altro Dome Bulfaro per aver menzionato questo progetto nel capitolo Media & Slam. Di seguito proponiamo le parti delle risposte fino a ora inedite.

D.B. Cos’è il Poetry Slam per te?

D.R. [La parte iniziale della risposta è pubblicata in D. Bulfaro (a cura di), Guida liquida al poetry slam (Milano, 2016,  pag. 38)]. […] È proprio quando prevale uno dei tre (Parola, Poesia, Pubblico: di seguito PPP) che lo Slam perde la sua funzione di cenacolo. È evidente pertanto che il caos generato dalla sequenza PPP porta al cosmo, fine ultimo e utopistico e dell’uomo e della poesia. È altrettanto chiaro che il modus operandi del Poetry Slam deve essere (e lo è stato, fin dalle origini della poesia e nel corso dei secoli) quello della comunità totalizzante cui ho accennato, una comunità che opera nel mondo: con lo Slam il dialogo diventa democrazia. Da queste considerazioni tengo volutamente fuori l’ Mce che deve essere, a mio avviso, come lo Spirito Santo. 

D.B. Perché partecipi ai Poetry Slam o li organizzi?

D.R. In entrambi i ruoli riesco a vivere in comunione con quella parte del mondo che amo di più e cioè con la poesia. Lo Slam è sia l’apostolo più diretto, più immediato e più convincente per il pubblico sia il ponte capace di stabilire una relazione che poi diventa fiducia e amore. Il catalizzatore di tutto questo è lo spirito competitivo più puro e ancestrale; in una parola olimpionico. Con lo Slam l’impresa si compie come in una Maratona, non come in una disfida mortale al Colosseo.

D.B. Slam pro e contro. Cosa ami di più o non ami del Poetry Slam ?

D.R. Risposta pubblicata in D. Bulfaro (a cura di), Guida liquida al poetry slam (Milano, 2016,  pp 138-139).

D.B. Si può guardare all’effetto dello slam oltre il Poetry Slam stesso? Quanto il Poetry Slam ha cambiato in Italia la scrittura e il modo di dire ad alta voce in questo primo quindicennio del Duemila?

D.R. Non credo che lo Slam abbia questo ruolo né lo debba avere. Si dovrebbe sostenere con onestà che la poesia scritta e quella orale non debbano necessariamente incontrarsi e sostituirsi l’una all’altra; semmai dovrebbero dichiarare apertamente una resa incondizionata da ambo le parti ma paritaria. Entrambi sono strumenti completamente diversi che possono veicolare gli stessi messaggi; cambia forma, contenuto e contenitore ma –ripeto- si deve avere l’onestà nel sostenere che l’oralità della poesia non è la sorella minore della poesia scritta o muta bensì un padre biblico da rispettare.

D.B. L’MCe, oltre al pubblico e ai poeti, ha nel Poetry Slam un ruolo fondamentale. Quali sono le doti imprescindibili per essere un grande MCe?

D.R. Negli Slam cui ho partecipato e che ho visto ho apprezzato gli Mce che non lasciano traccia del proprio sé ma che sono giusti e imparziali e applicano il regolamento. Non dimentichiamoci che lo Slam è una gara e che la comunità resta coesa se ci sono regole anche nel caos; è vero che a vincere è la poesia ma è altrettanto vero che vince è il poeta, una sagoma umana in carne e ossa.

D.B. Ci racconti un aneddoto significativo vissuto in un Poetry Slam?

D.R. Nel 2010 ho organizzato il primo poetry Slam ufficiale in Abruzzo (il Biennale Marsica Poetry Slam – BieM) e credo in Italia uno dei primi del centro-sud inserito in un evento rilevante multidisciplinare (La Biennale Marsica, Poesia arte e cinema). Ricordo ancora le decine di telefonate ricevute da parte degli aspiranti concorrenti, i quali, piuttosto che chiedere delucidazioni su cosa fosse un Poetry Slam, si preoccupavano di raccomandare sé stessi e le loro dannate poesie per vincere quello che appariva loro un concorso tradizionale di poesia. Altro aneddoto sbalorditivo: in una conversazione, un’amica, poetessa tradizionale, sosteneva che l’autore che pubblica deve stare attendo a esporsi nello slam perché così rischia di vanificare gli sforzi della casa editrice che tanto ha investito su di lui. Pazzesco.

Pescara, Ottobre 2015

La “Guida” è stata realizzata grazie a:

L’Introduzione di Lello Voce. Un capitolo di Marc Kelly Smith

11 Contributi di Marco Borroni, Tiziana Cera Rosco, Giovanni Fontana, Sergio Garau, Paolo Gentiluomo, Alessandra Racca, Daniela Rossi, Tiziano Scarpa, Luigi Socci, sparajurij (Francesco Ruggiero), Skrim.

35 Poesie Paolo Agrati, Alessandro Burbank, Alessandra Carnaroli, Marthia Carrozzo, Guido Catalano, Tiziana Cera Rosco, Matteo Danieli, Sergio Garau, Paolo Gentiluomo, Francesca Gironi, Kento, Pierluigi Lenzi, Rosaria Lo Russo, Giovanna Marmo, Andrea Mazzanti, Marko Miladinovic, Lene Morgenstern, Luigi Nacci, Alfonso Maria Petrosino, Furio Pillan, Luciana Preden, Alessandra Racca, Stefano Enea Virgilio Raspini, Giacomo Sandron, Simone Savogin, Tiziano Scarpa, Davide ScartyDOC Passoni / Eell Shous, Silvia Salvagnini, Marco Simonelli, Christian Sinicco, Luigi Socci, sparajurij, Sara Ventroni, Lello Voce, Vittorio V Zollo.

50 interviste (di cui 12 a stranieri rappresentanti dei 5 continenti e 38 italiani) Olivia Bergdahl (Svezia), Rojo Cordova (Messico), Roberta D’Alva Estrela (Brasile), Tania Haberland (Sudafrica), Jaan Malin (Estonia), Philip Meersman (Belgio), Mustapha Slameur (Marocco), Dani Orviz (Spagna), Pilote Le Hot (Francia), Kati Strahl (Ungheria), Joh Tachibana (Giappone), Zohab Kee Khan (Australia) Anne Addolorato, Paolo Agrati, Filippo Balestra, Andrea Bitonto, Marco Borroni, Alessandro Burbank, Marthia Carozzo, Guido Catalano, Nicolas Cunial, Matteo Danieli, Francesco Deiana, Sergio Garau, Elena Gerasi, Francesca Gironi, Kento, Rosaria Lo Russo, Alberto Masala, Silvia Parma, Alfonso Maria Petrosino, Luciana Preden, Furio Pillan, Alessandra Racca, Gabriele Ratano, Dimitri Ruggeri, Francesco Ruggiero, Mirko Russo, Giovanni Salis, Giacomo Sandron, Silvia Salvagnini, Simone Savogin, Davide ScartyDOC Passoni, Marco Simonelli, Christian Sinicco, Skrim, Luigi Socci, Francesca Tini Brunozzi, Sara Ventroni, Julian Zhara.

17 apporti specifici di Arsenio Bravuomo, Antonio Buonocore, Alessandra Carnaroli, Claudia D’Angelo, Francesco Fittipaldi, Andrea Giannasi, Nicolò Gugliuzza, Isabella Leardini, Lupo Angel, Natalia Paci, il Patafisico (Rossella Pizzuto, Laura Scavuzzo e Agnese Ferraro), Barbara Pinchi, Gianluca Pitari, Jacopo Raimondi, Alessandro Rosanò, Artenca Shehu, Clara Vaithò

Traduzioni Daniela Magnoni: interviste in inglese a tutti i poeti stranieri e capitolo di Marc Smith. Anna Castellari: intervista in francese a Mustapha slameur

RIPRODUZIONE RISERVATA – Maggio 2016

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