i cannibali della parola

Slam[Contem]Poetry

La nuova rete poetica: Fumofonico

Fumofonico

Il collettivo al completo con alcuni ospiti

Nell’ambito del progetto La nuova rete: i collettivi glocal della “poesia comunitaria” siamo arrivati al sesto appuntamento. Pubblichiamo l’intervista del  Collettivo Fumofonico che ha aderito all’iniziativa sin dall’inizio. Il gruppo  è attivo nella città che non poteva assolutamente mancare: Firenze.

sito

Quando dove e perché nasce il collettivo/gruppo?

Il collettivo nasce, in primis, da un incontro a Bologna tra Tab Palmieri e Nicolas Cunial che dall’esperienza di altri collettivi intendono imparare e costruire così una scena a Firenze. Mediante un passaparola, poeti e aspiranti tali nonché attori teatrali si interessano al futuro nascituro e partecipano a una prima riunione tenutasi in uno dei tanti sedicenti caffé letterari fiorentini. Da lì è tutto in discesa: si crea un gruppo facebook, si propongono e votano possibili nomenclature e si delineano i primi eventi e dove tenerli. Il parto viene completato l’11 maggio 2017 al Festival di letteratura sociale, dove il collettivo chiude la manifestazione con un open mic-fiume di oltre due ore e mezza di fronte a più di centocinquanta persone oralmente estasiate: la prova che di Fumofonico si sentiva il bisogno, la mancanza.

wepoet2

Quanto è importante il rapporto/identificazione con il territorio?

Per noi è molto importante: non è un caso che al di fuori di Firenze, finora, non si sia voluto operare. Il collettivo nasce proprio dall’idea comune a tutti che Fiorenza sia donna sveglia, ma le manchi il caffé. Una città vittima della sua grande tradizione (anche poetica). Fumofonico non ha mai inteso la propria missione quale distruzione della tradizione, sebbene sia cosciente che questa sia l’unica via per rispettarla e rinnovarla, ma la riappropriazione di spazi che alla poesia contemporanea erano stati negati. Firenze è certamente capace di accogliere la nostra proposta, lo dimostra il successo delle nostre iniziative, non solo: è città sensibile all’arte, la respira quotidianamente. Era tempo che qualcuno le desse in pasto la poesia orale: sembra che la stia digerendo piuttosto bene.

Con chi collaborate maggiormente (Associazioni, Enti etc.)?

Con chiunque, in realtà. Lavoriamo con locali notturni frequentati noti alla movida fiorentina, con gli spazi occupati e autogestiti, con le associazioni che ci coinvolgono nelle loro iniziative. Abbiamo un rapporto trasversalmente umile: crediamo che ogni dove sia luogo fertile per l’oralità in versi, perché è una necessità umana che supera qualunque genere di identificazione basata su un’etichetta. Puoi essere un broker che sorseggia cocktail da 25 euro o un universitario che beve una lattina di birra in piazza: noi siamo pronti a scommettere che chiunque sappia recepire ciò che portiamo perché parte della nostra natura più profonda e attenta.

Su quali settori si focalizza principalmente la vostra attività?

La poesia orale, in tutte le sue declinazioni e possibilità. Principalmente abbiamo tre format: open mic, poetry slam, poesia totale (open mic + spoken music + performance). Stiamo preparando anche dei concorsi per videopoesia. Internamente, come gruppo, tendiamo tutti alla poesia orale e al confronto anche serrato al fine di favorire una crescita individuale e di gruppo mediante la condivisione di nozioni ed esperienze. Esternamente portiamo il frutto delle nostre fatiche e chiediamo alla città di fare altrimenti. Non facciamo talent-scout, non ci interessano i fenomeni (che pure osserviamo e coinvolgiamo nelle nostre iniziative), ma ci interessa l’atto pratico che chi monta sul palco fa: un’azione di resistenza con un arte che la si vuole dare per morta e che invece è più viva che mai. E chiede sempre più ossigeno.

Qual è il rapporto con il poetry slam?

Il rapporto con il poetry slam è di amore ma non incondizionato. Questo format ha dei limiti e noi come collettivo i limiti cerchiamo sempre di romperli. In questo caso lo slam, però, merita rispetto per le sue regole per cui ne organizziamo, sì, ma non abbiamo mai voluto identificarci come un gruppo di slammer, ma di poeti. Insomma, siamo in una coppia aperta, e stiamo bene, felici, così. Abbiamo organizzato il primo poetry slam il 4 giugno al Volume. Non un poetry slam normale, ma la finale regionale toscana del campionato LIPS. Ne faremo altri, per il campionato, almeno uno al mese è il nostro obiettivo, a partire da ottobre. Del collettivo chi vi partecipa si può senz’altro citare Nicolas Cunial, campione attuale toscano, William Dhalgreen, finalista regionale, Daniele Locchi, anch’egli finalista regionale e Tab Palmieri. Molti altri, speriamo, si aggiungeranno.

RIPRODUZIONE RISERVATA – Ottobre 2017

(Foto: courtesy of Fumofonico – Facebook)

Informazioni sul Collettivo Fumofonico

sito

Leggi le interviste di tutti i Collettivi

Partecipa anche tu compilando il format:

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: