i cannibali della parola

Slam[Contem]Poetry

La nuova rete poetica: Tempi diVersi

Temidi VersiSiamo giunti al settimo appuntamento del progetto La nuova rete: i collettivi glocal della “poesia comunitaria” . Pubblichiamo l’intervista del  Collettivo Tempi diVersi che  è attivo nella città di Milano.

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Quando dove e perché nasce il collettivo/gruppo?

Il collettivo nasce a fine 2013, fondato da Paolo Cerruto, Francesco Marabotti e Tommaso Russi, curiosi di sapere chi altro scrivesse poesia tra i giovani milanesi. Tramite un bando volantinato fuori da scuole e università abbiamo autoprodotto quattro raccolte collettive e organizzato decine di microfoni aperti e reading. L’obiettivo è stabilire una comunicazione e uno scambio altrimenti difficili da trovare nella nostra città, nonché pensare alla poesia come atto. La frase di Alberto Dubito “devo scrivere il mio tempo, prima che sia lui a scrivere me” è una bussola che ci ha orientati e spronati a questo viaggio.

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Quanto è importante il rapporto/identificazione con il territorio?

Milano è la nostra culla e la nostra bara, parafrasando Testori, ed è qui che vogliamo incidere. Possiamo vantarci di aver avvicinato tanti ragazzi alla poesia, spronandoli a scrivere e leggere, confrontandosi in pubblico. Abbiamo raccontato questa metropoli ne “Il sole sorge anche a Milano”, video reading musicato dai Fase Hobart (regia di Alberto Danelli, video mapping di Luca Pitoia), presentato al Festival internazionale di poesia di Milano nel 2016.


Con chi collaborate maggiormente (Associazioni, Enti etc.)?

La strada è la dimensione che più ci appartiene, in senso poetico e politico. Casa nostra è Artkademy, spazio associativo capitanato da Ivan Tresoldi, dove produciamo la maggior parte degli eventi. Abbiamo organizzato per quattro stagioni un microfono aperto con RossoCinque, giovane realtà nata all’interno di un circolo ACLI. Spesso abbiamo letto in circoli ARCI, centri sociali e spazi privati di varia natura.

Su quali settori si focalizza principalmente la vostra attività?

L’attività del collettivo si concentra sull’ideazione di rassegne artistiche di strada, quali ‘Cabine in via d’estinzione’ (2015), ‘Stati d’animo’ (2016), ‘Espacio poetico’ (2016), ‘Hot dog poetry’ (2017) e ‘Monumenti’ (2017). Calpestare i marciapiedi e farci quel che ci piace (leggere, suonare, proiettare) è il nostro segno distintivo. Anche la produzione di reading con musica e video: vi invito a sbirciare l’ultimo, ‘L’amaro miele della giovinezza’, con il girato di Red Lights Video e Morgane Quere.

Qual è il rapporto con il poetry slam?

Non ne abbiamo mai organizzato uno, ma alcuni di noi partecipano assiduamente (Gianmarco Tricarico e Francesco Carlucci) e siamo molto vicini alla scena, che frequentiamo e studiamo con attenzione, invitando spesso alcuni suoi esponenti come ospiti. Personalmente mi sono avvicinato gradualmente a questo mondo, che ho approfondito e compreso solo dopo il lavoro di editing su ‘Guida liquida al poetry slam’ di Dome Bulfaro (Agenzia X, 2016); la lettura del manoscritto mi ha illuminato sul ruolo sociale che può ricoprire questo gioco.

RIPRODUZIONE RISERVATA – Novembre 2017

(Foto: courtesy of Paolo Cerruto)

Informazioni sul Collettivo Tempi diVersi

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