i cannibali della parola

Slam[Contem]Poetry

La nuova rete poetica: Grande Nave Madre

Stiamo quasi giungendo al termine delle interviste realizzate per il progetto La nuova rete: i collettivi glocal della “poesia comunitaria” . Eccoci al nono appuntamento che ci fa sbarcare in Sardegna con il collettivo Grande Nave Madre. Il loro motto è:

ogni approdo è un naufragio

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Quando dove e perché nasce il collettivo? 

Il collettivo Grande Nave Madre nasce nell’estate del 2015, dallo slancio dello slammer Andrea Doro e del valido alleato Giampietro Carboni. Dopo l’abbuffata di slam, i due risposero all’esigenza di tenere alta la tensione “letteraria” lanciando un misterioso appello che rimbalzando dalla rete ai taccuini portò una variegata rappresentanza del genere umano a riunirsi a notte fonda in una piazza cittadina, circondata da alberi, facoltà universitarie e Accademia d’Arte (solo ora, rispondendo a queste domande, ci si accorge come quel luogo fosse tutt’altro che casuale) per dar voce a silenziosi ed urlanti segni grafici. Per circa un anno, ogni mercoledì, il gruppo alieno si ritrovò a legger poesie, racconti, estratti o progetti di romanzi, a cimentarsi in scritture collettive, ad attirare l’attenzione dei curiosi che condividevano gli stessi spazi e a studiarne le reazioni. Già nel giro di poche settimane, col favore della stagione estiva, ci fu un crescendo di presenze sia attive nella lettura/scrittura, sia nel ruolo di semplici uditori.

Persone mosse da una necessità di incontro dove i canali di racconto/ascolto venissero ampiamente stimolati e dove le differenze individuali diventassero fonte di arricchimento e opportunità di crescita. A questo invito: “Non siamo morti: prima dell’estinzione ci siamo rifugiati a bordo di una Grande Nave Madre e da allora siamo in orbita stazionaria; una volta alla settimana discendiamo su quello che un tempo chiamavamo pianeta Terra e proviamo a lanciare segnali di disturbo poetico, occupando uno spazio. Recentemente abbiamo stabilito un primo contatto di accoglienza pacifica” si rispose per sfuggire all’appiattimento intellettuale, critico, e soprattutto empatico della società pseudo-moderna a cui ci sembrò di apportare (o almeno, provare) un piccolo, minuscolo, microscopico, infinitesimale, atomico, miglioramento.

Quanto è importante il rapporto/identificazione con il territorio?

Ogni settimana arrivarono nuove persone a condividere i propri fogli sparsi, e così apparve chiaro il concetto di Zona Temporaneamente Autonoma. Capimmo che Grande Nave Madre esisteva di fatto ogni volta che un gruppo di persone si ritrovava con la volontà di leggere, ogni mercoledì, in un luogo che poteva variare. Non era una bolla dentro cui le persone vomitavano brani avulsi da ciò che li circondava ma, al contrario, la nostra narrazione si abbandonava alle onde in balìa del reale che veniva a galla sotto forma di pause, respiri, volumi, disturbi. Così nacque allora il nostro motto: Ogni approdo è un naufragio. Cercammo di dare apporti concreti, programmando incursioni poetiche pirata. Per esempio il 21 marzo del 2016 tentammo un’ “invasione” della città in occasione della Giornata Mondiale della Poesia istituita dall’UNESCO. Da mattina a notte inoltrata ci siamo radunati per improvvisare letture poetiche, spostandoci di volta in volta in vari luoghi del centro, in particolare università, bar, locande e altre attività commerciali.

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Con chi collaborate maggiormente (Associazioni, Enti etc.)

Le collaborazioni nacquero quando il clima autunnale rese poco appetibili gli incontri all’aria aperta e il collettivo era ormai un fenomeno di cui si parlava in più ambiti. Entrammo in contatto col pittore-opera-docente Aldo Tilocca, del quale occupammo il Museo Cetti con serate multi-artistiche fino all’inizio dell’inverno; in seguito ci spostammo nel nascostissimo circolo culturale Turritana52, in cui organizzammo il primo Piratry Poetry Slam e facemmo riscaldamento performativo, suonammo jam session e fumammo quantità industriali di trinciato; a primavera nidificammo nello spazio galleria d’arte Sala Bianca, pancia profonda del circolo culturale Day Off, dove la spoken word scalò le pareti in cordata piantando rampini tra le mostre inedite di fotografi emergenti. Ed ovviamente si fece vicinissima la collaborazione, vicinanza, che a tratti sfocia ormai in simbiosi, col Poetry Slam Sardegna.

Su quali settori si focalizza principalmente la vostra attività?

In quanto collettivo spontaneo e composito, ognuno ha le proprie attività a cui si dedica in solitudine meditativa. La dicitura scelta “Grande Nave Madre” spiega bene il concetto di locus sicuro a cui ognuno ritorna quando sente il bisogno di confrontarsi con altri autori per far germogliare le idee che ha coltivato individualmente. Gli interessi di alcuni dei membri fondanti della GNM sconfinano nel teatro, nella musica, nel fumetto, nella fotografia: i settori sono quindi molteplici e poco definibili, ma la strada che percorriamo è sempre indirizzata verso la condivisione di energie vitali mentre osserviamo e ceselliamo i testi senza mai esserne paghi.

Sala-Bianca.jpgIl rapporto con il Poetry Slam. Quando avete organizzato il primo?

Molti del nocciolo duro della GNM (Andrea Doro, Alessandro Doro, Roberto Demontis, Roberta Cucciari, Helel Fiori, Giampietro Carboni) erano slammer irriducibili o avevano già partecipato a dei Poetry Slam; l’esperienza del collettivo ha permesso ad altri (Nanni Mattei, Cristiano Mattei, Stefano Pinna, Fabrizio Garrucciu, Davide Mesina, Angelo Faedda, Federico Pinna) di avvicinarvisi per la prima volta, alcuni anche solo in qualità di supporter. Inoltre è stata territorio di allenamento, fornendo la possibilità di leggere regolarmente i propri pezzi davanti a un pubblico e obbligando a gestire l’ansia da palco (sebbene il nostro non fosse un palco ma un pallet ricco di graffiti, citazioni e autografi). Ma la GNM è stata soprattutto luogo di scambio e contaminazione, in cui l’apporto di altri slammer – come Luana Farina o Sergio Garau, presidente LIPS; o addirittura dello stesso coordinatore regionale Giovanni Salis (vicepresidente LIPS) – si è rivelato un valido nutrimento per nuove ispirazioni, grazie al quale ognuno ha potuto affinare la propria tecnica. In “coproduzione” con Poetry Slam Sardegna sono stati organizzati fino a oggi tre Piratry Poetry Slam: i primi due al Turritana 52 (novembre e dicembre 2015), il terzo nella piazza antistante il BirrAjò di Sassari (giugno 2016).

Altro che reputate utile

Occorre aggiungere che l’esperienza degli incontri del mercoledì si è conclusa dopo un anno; la cadenza settimanale si rivelò troppo pressante rispetto ai ritmi di scrittura e agli impegni dei partecipanti, e nonostante l’attenzione intorno all’iniziativa fosse ancora viva, dopo un periodo di secca la Grande Nave Madre ha dovuto lasciare i suoi pirati alla ricerca di nuove rotte.

La più repentina e ben riuscita forse è stata quella intrapresa da Cristiano Mattei, che incoraggiato a partecipare al Premio nazionale di poesia con musica Alberto Dubito, ha conquistato il secondo posto nell’edizione del 2016 in coppia con Fabio Daga aka Antonello Mediterraneo.

Ed inoltre, il nostro Alessandro Doro è attualmente il campione regionale sardo Poetry Slam, seguito dall’altra colonna Roberto Demontis, “fornitore ufficiale” di prodotti dell’orto nel corso delle lunghe serate di lettura.

(photo courtesy of  Angelo Faedda)

RIPRODUZIONE RISERVATA – Novembre 2017

Informazioni sul Collettivo Grande Nave Madre

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