i cannibali della parola

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La nuova rete poetica: Poetry Slam Sardegna

Poetry Slam Sardegna1g

The Rocky HOR Poetry Slam 2016 con molti protagonisti di Poetry Slam Sardegna

Il decimo appuntamento approda ancora in quella terra che può essere considerata, per vitalità e dinamismo, la culla dell’oralità contemporanea: la Sardegna. Il viaggio del progetto La nuova rete: i collettivi glocal della “poesia comunitaria”  è oramai agli sgoccioli.Dicono:

[…] un gruppo permeabile e multiforme, mutevole – allenato in sorridenti guerriglie, virulento e rapido, spalancato a ogni pie’ irredento […]

sito

Quando dove e perché nasce il collettivo?

Il collettivo Poetry Slam Sardegna prende forma nei primi anni 10 tra alcune intercapedini notturne multivertiginose e la spezzettabile città di Sassari. Predisposto da Sergio Garau e Giovanni Salis, ha innescato determinanti apporti e trasbordi di sensi da ciurme di bipedi implumi affamati di voce; ha rovesciato in aria realtà pluricentriche, cerberberiche e polifemiche.

La necessità di aprire spazi di liberazione e temporanea autonomia dal Maelstrom mononucleottico imperante attraverso la poesia o di che ne fa le veci era evidente a tutti.

[Leggi anche: Il poetry slam e la poesia sarda: bilanci e prospettive]

Quanto è importante il rapporto/identificazione con il territorio?

Pur nella facilità di individuarne un territorio, il rapporto con l’isola non può che essere caleidoscopico, prismatico, versatile: una giostra d’infinite variazioni e sottili differenze tra regioni interne e costiere, lingue, varianti culturali e idiomatiche, villaggi, frazioni, limiti e derivate. Conclamiamo in vicendevole agio persone che attraversano il nostro snodo mediterraneo da millenni, da decenni, da qualche mese o da qualche ora. Il Poetry Slam Sardegna è infatti finora riuscito a ospitare chiunque abbia voluto solcarlo, riuscendo a prestare orecchio, dare manforte e così via, nei limiti del possibile. Ciò detto si segue la costante resistenziale sarda (cit. Giovanni Lilliu), innestandola di contaminazioni (dal tedesco all’inglese, dal francese al russo); nella predomidanza italofona si cerca, nel nostro piccolo, di tenerci in vita – in particolare per quelle fortissime tradizioni poetiche sarde e, di riflesso, per le loro rispettive lingue e varianti (dall’algherese al logudorese, dal nuorese al campidanese, dal sassarese al gallurese e così via).wepoet2

Con chi collaborate maggiormente (Associazioni, Enti etc.)

Per la maggiore parte con esseri umani singoli e ahiloro individuabili, meglio se in carne, voce e ossa, ma talvolta anche nelle loro derive parallele e virtuali, o nelle loro sfaccettature personalitarie e spersonalizzanti. In seconda battuta abbiamo avuto modo di collaborare con locali di varia sorte: da caserme bonificate (Res Publica Alghero) a locali che trattano buona musica (the HoR Sassari, e prima, con un pubblico più cresciutello, al Vecchio Mulino), dalle pubbliche piazze (Santa Caterina a Sassari grazie al BirrAjò) ai teatri comunali (Ozieri), dai teatri indipendenti (Open Scene Cagliari) alle gallerie d’arte e d’architetto (Tiralral ad Alghero), dai parchetti ai piccoli templi della poesia (Al Margutta di Gigi e Lia a Porto Torres) alle case private (“Incontri a Casa di Valeria” di Sara Giglio), ai festival – su tutti il mitico Buon Compleanno di Ignazio Chessa o il novissimo Invasione Poetica. La collaborazione poi si estende naturalmente alle comunità che quei luoghi li vivono, dai baristi ai cantautori, dai tassisti agli studenti, dai capitani di navi mercantili in pensione agli alcolisti in piena attività, dalle giovani amministrazioni comunali illuminate (Gavoi) ai matti del villaggio, da illuminati professori e presidi (L’IPSEOAR di Sassari e Clara Farina) a giornalisti accorti (la rivista ANTAS di Pierpaolo Fadda, ma anche Grazia Brundu e Mauro Piredda per la Nuova Sardegna, e gli amici di SassariTV che hanno mandato in onda più e più volte per intero le finali sarde di poetry slam). I piccoli flirt con i festival più importanti dell’isola o con i bandi e i finanziamenti regionali o comunali più consistenti non hanno finora avuto grande esito, ma non si demorde, consci dell’importanza e del consolidato valore pubblico del nostro operato. Molto importante il riconoscimento datoci dal Premio Ozieri, il più importante premio della poesia in lingua sarda, creando una menzione speciale per lo slam.

Su quali settori si focalizza principalmente la vostra attività?

L’enogastronomico, l’ambientale, il polipoetico.

Poetry Slam Sardegna2g

I Ed. del The Rocky HoR Poetry Slam soundtrack” 2017

Il rapporto con il Poetry Slam. Quando avete organizzato il primo?

Il primo Slam organizzato come Poetry Slam Sardegna è stato il MINOSSE poetry slam al Vecchio Mulino di Sassari il 3 maggio 2013. Dobbiamo dire che l’organizzazione generale fa capo soprattutto a Giovanni Salis e Sergio Garau (che non partecipano mai alle gare in Sardegna, se non Sergio come sacrifice), e che però si rallegrano quando altri attivisti come Marina Fanari o Francesca Falchi a Cagliari, Sara Giglio o Stefano Tamponi a Oristano e così via prendono rizomaticamente in mano la situazione. Personalità come Alessandro Doro, Roberto Demontis, Andrea Doro, Joan Oliva e altri, oltre al loro fondamentale contributo come poeti ed esseri umani danno una mano anche organizzativa a volte, ma se sono ospiti o primi organizzatori della serata si astengono dal partecipare in gara.

Altro che reputate utile

Il Poetry Slam Sardegna si ritrova sulla curva tracciata dai collettivi dal primonovecento ad oggi: un gruppo permeabile e multiforme, mutevole – allenato in sorridenti guerriglie, virulento e rapido, spalancato a ogni pie’ irredento.

Consideriamo parte del collettivo tutti i poeti che hanno cavalcato i nostri palchi, tutti i collaboratori e, soprattutto, il nostro pubblico.

(photo courtesy of  Poetry Slam Sardegna – Pagina Facebook)

RIPRODUZIONE RISERVATA – Dicembre 2017

Informazioni sul Collettivo Poetry Slam Sardegna 

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