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Barbara Pinchi: Poetryon – il Ricamo delle Parole

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Barbara Pinchi è una poetessa e performer che ha da sempre avuto la necessità di portare la poesia fuori dal foglio attraverso i linguaggi della performance, della fotografia, della videopoesia, della poesia performativa e del poetry slam. Poetryon – il Ricamo delle Parole  è il suo nuovo progetto che esordisce con Il FazzoLètto, un prodotto artistico (rigorosamente made with poetry in Italy). L’idea sviluppata consiste in un packaging (cartoncino riciclato al 100%) che ha la forma di un libro  nel cui interno c’è una pagina speciale costituita da un fazzoletto dove sono stati ricamati i suoi versi. Come suggerisce lo stesso brand “Poetryon”, con il gioco di parole poe-try-on (poesia addosso), il prodotto è un invito a indossare e toccare con mano la stessa poesia; infatti i versi poetici  attraverso l’attivazione dei sensi tattilo-visivi entrano in un intimo contatto quotidiano e ci contagiano con i temi portanti quali la Vita, l’Amore, l’Amicizia, e la Natura.  L’intervista è a cura di Dimitri Ruggeri

Considero a tutti gli effetti il FazzoLètto una performance, un atto poetico di realtà, di visione, un incontro tattile con la parola che si stacca da me e continua a fluire tra le mani delle persone. (B.P.)

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Dal libro alla performance, dalla Foto-poesia alla Video-poesia. Perchè questa nuova esperienza che ti riporta al “segno”? Cosa aggiunge al tuo percorso artistico?

Credo che, in ogni processo di ricerca interiore, sia inevitabile il tornare alle proprie origini. La radice delle mie parole è esattamente un filo che in un tempo non definibile è voluto uscire, un nodo stretto all’interno che ha permesso molti tipi di ricami fuori dal me. Non è stato solo un tornare al segno, è stato piuttosto un cercare un segno che avesse un valore altro da ciò che siamo abituati a riconoscere come tale.

23899550_133285600716107_1473283430_nCi spieghi come nasce il progetto? Come hai vissuto la fase creativa soprattutto considerando il tuo vivere di poesia come un atto di performance totale?

Ho vissuto un momento di strappo con la mia vita che mi ha portata a dei forti cambiamenti. Un passaggio fondamentale di questo cambiare è stato la riconquista del mio tempo, una preziosità alla quale sembriamo non essere più adatti. Si è formato così in me un grande spazio di osservazione, di attenzione e di cura di cui non conoscevo la potenza. Posizionandomi in un altro “luogo” che non fosse la mia visione del vivere mi sono resa conto di quanto la poesia, pur essendo così prepotentemente presente nella quotidianità di tutti, fosse in realtà celata agli occhi di molti. Dare corpo alla parola è sempre stata una mia necessità per questo, nonostante il mio amore per i libri, non ho voluto “relegare” la poesia solo all’interno di una pagina e così il mio percorso artistico è stato pieno di curiosità, di prove e di tentativi fino ad arrivare a chiedermi come poter rendere concreta questa unione tra la poesia e il quotidiano. Considero a tutti gli effetti il FazzoLètto una performance, un atto poetico di realtà, di visione, un incontro tattile con la parola che si stacca da me e continua a fluire tra le mani delle persone.

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Cosa chiedi ad un fazzoletto

Che non si usa più?

Di andare oltre il proprio naso.

Nel corso della storia, la poesia ha cambiato il suo “medium” di trasmissione passando dal suono, dalla voce al segno. Imprimere delle parole che emergono da un tessuto attraverso il ricamo e stimolando il senso tattile-visivo, può essere un nuovo modo per veicolarla?

Non propriamente un nuovo modo, perché certo ricamare delle parole su di un tessuto è un’operazione artistica già fatta in diversi campi. Credo che la particolarità stia più nell’oggetto che ho scelto perché il fazzoletto nella storia ha rappresentato molto più del semplice pezzo di stoffa con cui soffiarsi il naso: è stato portatore di messaggi silenziosi, agitato in pubblico, usato per riti religiosi, lasciato scivolare a terra per essere raccolto, indossato come simbolo di ricchezza. Scegliere un oggetto di uso quotidiano (anche se decisamente vintage rispetto ai nostri tempi) questo mi interessava, qualcosa che potesse rimanere vicino alle persone, che potesse essere toccato e maneggiato.

25276511_137039073674093_211871223_nSe a tuo avviso l’operazione dello scrivere si facesse con il ricamo, quale cura ci sarebbe delle parole? Al posto della penna è l’ago a “scrivere”.Il “punto” nel ricamo è cosa diversa dal “segno” utilizzato nella scrittura. Ci spieghi se hai trovato delle analogie? In definitiva l’andare dentro e fuori con l’ago cos’è per te?

Il ricamo è un’arte antica, richiede attenzione ed è destinata a far riempire gli occhi di bellezza. Non puoi infilare l’ago se non hai dentro una piena consapevolezza della visione che vuoi donare, così immagino anche l’atto poetico. I FazzoLètti non sono cuciti a mano ma certamente il concetto di ricamo per me rappresenta questo andare e tornare da due mondi: quello esterno che si vede e quello interno dove devi infilarti per poi riemergere. L’esterno è il risultato del tuo mondo interiore.

PoetryonQuando si estrae il FazzoLètto dal suo packaging in realtà ti ritrovi tra le mai un libro con una poesia. Si riesce davvero a toccare la poesia con le dita?

Mi piaceva l’idea di restare fedele ad un’immagine classica di poesia e di libro ma con la mia solita necessità di far volare fuori le parole. Pochi giorni fa una bambina ha preso un FazzoLètto, con una mano ha iniziato a seguire il ricamo e l’ha guardato con occhi di meraviglia, sono certa che le sue dita abbiano toccato quella parte magica delle emozioni che è la poesia.

Quali sono i temi poetici che hai utilizzato?

Il tema da cui tutto è partito è stato quello della Vita, con il mio puntare sempre e comunque verso la luce. Solo successivamente sono emersi gli altri tre temi: l’Amore, compagno di ogni viaggio che ha mutevoli forme, l’Amicizia, caposaldo di ogni esistere e poi la Natura senza la quale potenza e fragilità non potrebbero avere nessun senso.

Indossare la poesia può a tuo avviso avere lo stesso effetto che di un “umarell”?

Diciamo che ci conto!

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RIPRODUZIONE RISERVATA – Dicembre 2017

(foto courtesy of B. Pinchi)

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4 commenti su “Barbara Pinchi: Poetryon – il Ricamo delle Parole

  1. Pingback: 5° Puntata “Miss Poesia, la poesia-performance in TV” | i cannibali della parola

  2. Maria Pia Dell'Omo
    4 novembre 2018

    L’ha ribloggato su Maria Pia Dell'Omo.

    Mi piace

  3. Maria Pia Dell'Omo
    4 novembre 2018

    Che meraviglia! Adoro queste sperimentAzioni.

    Mi piace

  4. Pingback: SlamContemPoetry: i Top10 articoli del 2018 | i cannibali della parola

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Questa voce è stata pubblicata il 11 dicembre 2017 da in Approfondimenti, Performance con tag , , .
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