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Torneo Centro Italia Poetry Slam: parla il vincitore

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Il vincitore del Torneo Centro Italia Poetry Slam: Paride Ramazzina

Paride Ramazzina è stato il vincitore della prima edizione del Torneo Centro Italia Poetry Slam, primo poetry slam del centro-sud Italia con la formula del torneo. In questa intervista, curata dall’organizzatore e Mc dell’iniziativa Dimitri Ruggeri, lo slammer ci parla della sua esperienza.

mi piace recitare a memoria poesia, in generale….magari anche durante una serata tra amici o durante una camminata la sera in una città….vedo che le persone apprezzano, e che quindi la poesia in realtà piace quasi a tutti (P.R.)

Come hai vissuto l’esperienza di partecipare al Torneo Centro Italia Poetry Slam che si è svolto in Abruzzo?

E’ stata un’esperienza totalmente positiva. Chiuderò “la stagione poetica” con un numero di poetry slam compreso tra i 30 ed i 40, ma il torneo svoltosi a Pescara rappresenta il viaggio (anzi, in realtà i viaggi, essendoci stato due volte) più lungo che ho effettuato per prendere parte ad eventi simili (e già questo è affascinante). Parlando del torneo in sé, ritengo sia stato condotto molto bene, con un giusto mix di leggerezza ed intensità (e belli intermezzi anche musicali con il piano). Inoltre alla serata finale c’era davvero molto pubblico, ed è stato entusiasmante.

Quando ti sei avvicinato per la prima volta a questo format di poesia?

Mi sono avvicinato per la primissima volta grazie alla mia amica poetessa Anne Addolorato, la quale fa l’mc in lombardia (mc, per chi legge e non lo sapesse, è colui che “conduce” la serata, e letteralmente sta per “master of ceremony”).
Feci i miei primissimi due poetry slam nell’estate del 2016 (uno a Milano, l’altro a Lodi).
Dopo quelle due esperienze però, a causa di impegni e di condizioni meno favorevoli di quelle in cui mi trovo ora, non ne rifeci fino al settembre 2017 (per la verità passai anche un lungo periodo senza scrivere poesie, ma questo ci sta, la vita è altalenante).
A settembre dello scorso anno, appunto, andai a Rivoli dall’amico Francesco Deiana, e quella serata rappresenta il mio primo poetry slam della stagione…..da là….uno dietro l’altro, conoscendo molte persone, sia tra gli mc, che tra i poeti, che tra gli “spettatori”.

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Lo slammer al 2° Round del Torneo Centro Italia Poetry Slam

Palaci di te. Sei un ingegnere con la passione professionale del ping pong. Ha influito in un certo senso nell’approccio con il Poetry Slam, in modo particolare l’aspetto legato alla competizione?

Ritengo di si, perlomeno inizialmente sentivo molto “la competizione”. Il fatto che si dessero dei voti e c’era qualcuno che “vinceva”, inizialmente mi ha ispirato a fronteggiarmi con me stesso.
Ho poi compreso che i voti sono un gioco, un modo di rendere accattivante la serata per il pubblico (si sa, il fatto di poter dar voti, dà mordente al pubblico stesso).
Inoltre nello sport vince effettivamente “il più forte”: ci sono regole precise che stabiliscono chi vince, ed ha successo chi si allena di più ed ha più talento.
Nella poesia, e nell’arte in genere, è tutto un altro discorso, “vincere” o “perdere” non ha senso. A seconda dell’atmosfera e della serata, la stessa poesia prenderà voti completamente diversi (oltretutto non è detto che il pubblico sia “intenditore” di poesia e delle sue varie declinazioni…magari sono persone finite là per curiosità…..ma anche, e forse soprattutto, questo ha grande valore, perché il poetry slam può essere una breccia utile per trasmettere la passione della poesia recitata al pubblico stesso).
Il senso è per me fare una cosa di cui ho passione, cioè recitare poesie a qualcuno, magari trasmettendo qualcosa. E prima, durante, e dopo il poetry slam, stare insieme a condividere qualcosa.

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Che idea ti sei fatto del rapporto tra poesia tradizionale, forse vissuta come esperienza intima, rispetto a questo approccio pensato per essere condiviso ad alta voce con un pubblico?

L’idea di cui accennavo sopra: può essere un ottimo espediente per far entrare la poesia negli animi di chi magari non la conosce e non la apprezzava.
Il format rende appunto le serate accattivanti per il pubblico stesso che magari dopo, andando a casa, torna o inizia a leggere poesia e cercarla nella sua varie forme (quella scritta, quella dei reading e degli openmic, quella degli spettacoli, quella orale in genere, e quella dei poetry slam).

La compilation con tutti i partecipanti del torneo!

Perché a tuo avviso oggi la poesia orale non è così popolare e diffusa?

Credo che in generale la poesia sia poco diffusa. Forse viene considerata “noiosa”, magari per come ci è stata proposta alle scuole dell’obbligo.
Eppure poeti di cui abbiamo letto magari solo 3 testi scelti, hanno scritto interi libri di poesia. Inoltre c’è un’evoluzione e ci sono varie forme.
A scuola vengono proposte solo le forme classiche della poesia scritta lirica, ma la poesia ha molte forme e si può inserire in ogni luogo.
Alcuni miei amici che prima non si interessavano di poesia, vedo che trovano bello quando recito loro miei testi o testi di altri (mi piace recitare a memoria poesia, in generale….magari anche durante una serata tra amici o durante una camminata la sera in una città….vedo che le persone apprezzano, e che quindi la poesia in realtà piace quasi a tutti).

Quale pensi sia il miglior posto per dar vita ad un poetry slam?

Penso non ci sia un posto perfetto. Anzi, una delle più grandi forze di un poetry slam è proprio il fatto che può essere portato in luoghi molto vari e molto diversi tra loro.
Si può fare in ristoranti, in pub, in centri culturali e giovanili, in biblioteche, in teatri, all’aperto in ogni luogo, ecc.
Penso che sia giusto farlo nei luoghi più disparati, per vivere il format immersi in atmosfere diverse e per portare la poesia nei luoghi più diversi (ed ogni luogo, avendo la sua propria anima, ha a suo modo il suo fascino ed è un filtro diverso per la stessa sostanza).

A tuo avviso, quali sono i punti di forza e di debolezza del format?

I punti di forza sono quello citato sopra (il poetry slam può essere fatto ovunque), il fatto che crea condivisione, ed il fatto che porta la poesia ed il bello tra le persone.
Come debolezza l’eventuale voglia di vincere dei poeti, ed il rischio, per il pubblico, di vedere la serata come uno show, più o meno divertente, fine a se stesso.

Ci parli dei testi che hai proposto? Come li hai scelti?

I testi che ho proposto a Pescara sono (con qualche eccezione) dei miei “cavalli di battaglia” in questa stagione di poetry slam. Vero che, essendo di fatto la mia prima stagione da “slammer”, la considero interlocutoria.
E’ stato certamente un anno per sondare il terreno della poesia orale ed il terreno della mia stessa interiorità.
Per certi versi (e l’espressione calza a fagiolo) devo capire io stesso in che direzione voglio andare. E’ ovvio che tutto ciò che scrivo lo sento dentro (altrimenti non l’avrei proprio scritto a monte) ma a volte mi chiedo se rischio di fare spesso quei 3, 4 o 5 (poco importa il numero) pezzi che “funzionano” in questo format, o se voglio proporre ciò che quella certa sera sento di voler proporre, indipendentemente dai probabili voti che mi immagino arriveranno. Ma conto di scrivere sempre nuovi testi ed avere qualcosa da raccontare.

Quali consigli ti senti di dare a chi si accinge a partecipare per la prima volta?

Leggere sia poesia scritta del passato che del presente, e guardare video (su internet se ne trovano) di poesia orale e di slammer di qualità. Ma soprattutto di scrivere prima di tutto quello che si sente di voler dire e di proporlo credendoci (se non crediamo noi a noi stessi, a maggior ragione non ci crederanno gli altri).

Parteciperai ad altre gare, oppure ti vedremo in veste di Mc?

Continuerò a partecipare tempo ed altre cose permettendo, sperando intanto di continuare a girare per le città.
Mi piacerebbe in futuro fare anche l’Mc (se non sistematicamente, magari in qualche singola occasione!).

Consigli di lettura….

Come poesia amo Rimbaud, Ungaretti, Montale e la Szymborska, ma anche Elio Pagliarani e Franco Fortini.
Ed anche la poesia lirica del passato (leggere Dante ci sta sempre, insomma). Come prosa consiglierei “Le città invisibili” di Calvino.
Tra gli slammer famosi, consiglio invece Paolo Agrati ed Alfonso Maria Petrosino (i loro testi si auto-sostengono anche su carta, e tra l’altro sono tra i miei maggiori punti di riferimento per il poetry slam, in quanto trasmettono senza il bisogno di recitare in modo “grossolano” o “teatrale”).

Ci dai qualche consiglio per migliorare?

Cercate di far girare la poesia nei locali, e quindi di dare sempre più pubblicità ad essa.
Fate poetry slam in posti che possano essere ottime vetrine per far conoscere il format a sempre più persone.

RIPRODUZIONE RISERVATA – Aprile 2018

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Ripercorriamo tutte le serate del Torneo con i diciotto protagonisti!

 

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