i cannibali della parola

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Iniziative editoriali: La parlatura parlate

La parlatura parlate (Pescara, Edizioni trepuntinidisospensione, 2018) di Caterina Franchetta inaugura il nuovo spazio dedicato alle iniziative editoriali che ci vengono segnalate. Oltre alla raccolta poetica che si compone di venticinque poesie, in tiratura limitata, è in uscita un EP dei testi dell’autrice, anch’esso in tiratura limitata.

Intervista a Caterina Franchetta a cura di Dimitri Ruggeri.

Come hai vissuto l’esperienza di questo particolare progetto editoriale che stampa le poesie o le copertine sui più disparati materiali anzichè sulla classica carta? 

Nella raccolta La parlatura parlate  ho riunito venticinque poesie scritte dopo il mio ritorno in Abruzzo,  avvenuto dopo quarant’anni di permanenza a Reggio Emilia, terra dalle nordiche radici.

Per me è stato come un cammino nel passato strutturato  all’insegna del cambiamento di oggi, dove io stessa sono la storia che si racconta nei fogli, volanti come i pensieri stampati che l’hanno generata, racchiusi in copertine ritagliate da una vecchia coperta di lana di pecora abruzzese e legati dal filo di lana della memoria.

Un progetto particolare che esula dalla normale stampa “fredda di un comune libro tipografico”. Ogni opera è diversa l’una dall’altra ed è personalizzata, “ricamata su misura con l’animo e lo spirito che hanno ispirato i testi scritti” e il prodotto finito “è una specie  di opera d’arte” dove il contenitore contiene copertina, fogli e fil di lana, a loro volta aperti al cammino nel futuro. Un’ edizione vissuta in un concerto di più mani, chi taglia la coperta e chi la cuce, chi chiede alla parola – come ti scrivi? – E chi ascolta la mia voce con l’interesse di una prima.  

Videopoetry awardLa silloge è in vernacolo, come mai questa scelta? Non pensi sia limitante per la divulgazione? Che risultati ti sei prefissata?

I miei pensieri in vernacolo, nel dialogo con i cari, rimbalzano dal presente al passato, dove le parole non ricercate sono quelle usate con la genuinità delle persone semplici di un tempo che non esiste più.  Echi di parole, più che pronunciate, udite, e riaffiorate alla mente e, volutamente, lasciate così come sono rimaste senza ulteriori ricerche letterarie, come riassaporare nell’immediato il gusto di un frutto acerbo rubato a un mandorlo antico.   Recupero di un tempo che credevo irrimediabilmente perso e salvato insieme a quella parte di me dimenticata e rivissuta senza rimpianti ma come testimonianza da comunicare.

Il  limite qual è?  Siamo passati bruscamente dalla firma fatta col segno di croce al digitale uniformati nella lingua italiana televisiva contaminata  dall’inglese, e la  parlatura abruzzese, poco conosciuta in Italia, ma apprezzata da studiosi all’estero, è stata ripudiata, mentre invece è una lingua da salvare; di certo legata al mondo delle stagioni contadine del passato ma anche alla natura che oggi  più che mai è un bene da tutelare, lingua a tutti gli effetti che se appresa nell’infanzia è una chance in più che arricchisce il lessico e facilita l’apprendimento di altri linguaggi.

Il limite per la divulgazione è come per la poesia in generale. Oggi divampa il soliloquio e manca la voglia di fermarsi ad ascoltare e tanto più il vernacolo se non c’è il desiderio di conoscerlo. Ma fortunatamente non siamo tutti uguali. Frequento gli amanti della poesia e all’occasione leggo ad alta voce sia testi in lingua che in vernacolo.

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Oltre alla raccolta è previsto un EP che contiene l’audio delle poesie. Quali hai scelto? Hanno un filo conduttore o un tema comune?

Col  CD audio ho l’ambizione di parlare la mia parlatura abruzzese per condividere con altri l’antico suono e la speranza di  avvicinare e rendere più leggibili i testi a chi la parlatura non conosce e che nel CD è concretamente “ La parlatura parlate”   dove racconto la poesia dell’Abruzzo di oggi e di ieri insieme alla voce dei miei cari coinvolti nei temi dell’emigrazione, del fiume, delle tradizioni e dell’amore.

Anche se non è politically correct parlare di età, probabilmente sei una delle slammer più anziane (classe ’42) e attive della scena. Come vivi quest’esperienza? E soprattutto cosa ti ha dato?

Il Poetry Slam per me è gioia pura, ha la leggerezza della libertà nella comunicazione fra noi e in relazione con gli altri,  ed è un mettersi in gioco con un pizzico di rischio puntando sull’effimero, e ogni volta è un gioco nuovo, è ricominciare. Per questo dico – mai dire no al Poetry Slam. A proposito dell’età, probabilmente sono una delle slammer più anziane, per me questi stati d’animo non sono legati ad un dato anagrafico ma riflettono lo spirito di quel fanciullino del Pascoli che ciascuno di noi si porta dentro e che ha sempre la stessa età, quella del desiderio, della sorpresa, del futuro, dell’improvvisazione. Se dovessi adoperare le parole di un poeta potrei concentrarle in  “il saggio non è che un fanciullo che si duole di essere cresciuto”. E del mio grande passato? Mi sta dietro le spalle e con gratitudine lo racconto. E del futuro? Ho tanti testi nel cassetto, e forse è il caso di pubblicare un libro in lingua. Intanto adesso vivo il presente. E cosa c’è di più bello che leggere, ora, una poesia?

Scheda Libro:

Autore: Caterina Franchetta
Titolo: La parlatura parlate
Editore: Edizioni trepuntinidisospensione
Luogo: Pescara
Mese e anno di pubblicazione: Settembre 2018
Tiratura: 35 copie
Genere: Poesia in vernacolo
Materiale: Realizzato con una coperta tradizionale matrimoniale abruzzese
Sarta: Caterina Cicoria
Editing: Barbara Giuliani e Caterina Franchetta

EP

Autore: Caterina Franchetta
Titolo: La parlatura parlate
Editore: Edizioni trepuntinidisospensione
Luogo: Pescara
Mese e anno di pubblicazione: Settembre 2018
Tiratura: 50 copie
Genere: Poesia in vernacolo
Registrazione e editing: Marco Mazzei

*
La piccola casa editrice clandestina di Barbara Giuliani, prende il volo nel 2018, dopo i primi tre anni, dal 2015, passati a rilegare artigianalmente le proprie poesie. L’ideatrice  ha deciso di pubblicare sei autrici, poetesse, in altrettante edizioni mirabolanti, usando materiali, a volte, lontani dalla carta: lo stoppino di una candela, il legno, il pane azzimo, l’alluminio, una coperta matrimoniale abruzzese e in uscita a novembre l’acqua.  Le autrici che hanno prestato i loro versi alla causa sono Greta Rosso, Tiziana Novelli, Giulia Fuso e Mira Chicaiza, Rosamaria Caputi, Caterina Franchetta e al suo futuro esordio Francesca Fiori. L’intento è quello di performare l’oggetto libro, di rendere partecipe il lettore, attivarlo nei confronti non solo della lettura, ma anche della fisicità dell’autore, riscostruita per l’appunto con i materiali usati. Punta di diamante di queste edizioni il lavoro di Caterina Franchetta in vernacolo abruzzese, pubblicato anche su supporto audio con 8 tracce autoprodotte, avvalendosi della registrazione e dell’editing dell’artista Marco Mazzei.

RIPRODUZIONE RISERVATA – OTTOBRE 2018

Collettivi Slambanner3

 

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Questa voce è stata pubblicata il 30 ottobre 2018 da in Iniziative editoriali con tag , .
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