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La nuova rete poetica: ZufZone

ZufZoneLa carovana del progetto La nuova rete: i collettivi glocal della “poesia comunitaria”curato da Dimitri Ruggeri, giunge al diciottesimo appuntamento. Ad essere ascoltato è il collettivo di Trieste ZufZone.

Quando dove e perché nasce il collettivo?

Trieste è una geografia complessa, carica di identità, ma spesso autoimplodente. Un ragazzaccio aspro e vorace, per l’appunto.
In questo spazio ci siamo trovati con la voglia di contaminarvici all’interno, ma mantenendo la nostra voce nella sua unicitá. L’intreccio creato dal nostro incontro lo abbiamo chiamato, alla triestina zuf, ovvero una confusione e mescolanza vitale.
Il collettivo ZufZone nasce dunque da una forte esigenza legata a Trieste, per la precisione un anno fa, dopo una serie di sperimentazioni fertili e di tentativi alla cieca.
Gli artisti e le artiste che lo hanno formato avevano in mente l’interesse di esplorare e di evolvere l’espressionabilitá del proprio pensiero e della propria estetica.

Con chi collaborate maggiormente (Associazioni, Enti etc.)?

ZufZone è fortemente inciso nella esperienza del proprio territorio. Attraverso rassegne di poesia performativa e non, eventi e proprie produzioni, indaga quasi incessantemente più che l’arte e la parola, il proprio luogo, poiché un viaggio necessita sempre del proprio punto d’origine.
Questo ha portato il collettivo a conoscere realtà periferiche e centrali e a desiderare di promuovere iniziative locali che diano voci a tutte le declinazioni di una città e di una regione.

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Su quali settori si focalizza principalmente la vostra attività?

Tra le collaborazioni centrali c’é l’associazione Zeno, assieme alla Collina, cooperativa che ha promosso la rassegna di poesia performativa sviluppatosi gli scorsi mesi nello spazio dell’ex manicomio triestino nonché fulcro della rivoluzione basagliana. A lavorare con noi ci sono stati anche Barcolana, Radio Fragola, Radio RAI, Mold Records e tantissime altre realtà aventi comunque l’interesse di promuovere iniziative artistiche ed intellettuali.

Il rapporto con il Poetry Slam. 

ZufZone nasce collettivo aperto alle più diverse esperienze artistiche e culturali: all’interno del gruppo non ci sono solo persone che si occupano principalmente di poesia, ma anche fotografi, grafici. Inoltre, ci piace l’idea di collaborare con personalità esterne, da musicisti ad artisti visivi e figurati. Ad esempio, nella stagione di incontri e reading che abbiamo organizzato quest’anno siamo riusciti a dare spazio anche all’organizzazione di mostre e di concerti. La poesia, per noi, è il soggetto centrale da cui però far partire poi tutta una serie di esplorazioni che coinvolgono altri linguaggi. Facciamo nostro l’esempio di tanti autori che hanno fatto della letteratura un luogo necessario ma non limitante, portatore anzi di un discorso che non si chiude in essa ma necessità di altro, di espandersi in altre forme. Per cui, certamente i Poetry Slam e le performance poetiche ma sempre in un ottica di dialogo e incontro.

Quando avete organizzato il primo?

Il primo Poetry Slam è stato organizzato da ZufZone il 10 Ottobre dello scorso anno in occasione della regata Barcolana, un evento molto importante per Trieste. In generale, riteniamo il Poetry Slam come un contenitore per dare spazio e voce a diversi modi di intendere la scrittura poetica e, soprattutto, il portarla poi su un palco, a confronto con un pubblico. Riteniamo che il concetto di “poesia performativa” o di “poesia” in generale non debba in alcun modo concludersi nell’esperienza del Poetry Slam (nella nostra rassegna di quest’anno, infatti, abbiamo dato spazio a Slam ma soprattutto ad altri modi di intendere la resa in atto e dal vivo del fare poesia). Però, se si prende il contenitore Poetry Slam per quello senza voler fare di esso l’ultimo approdo del ragionare sulla poesia, esso è indubbiamente qualcosa di prezioso, anche perché permette un livello molto alto di partecipazione attiva delle persone, creando un contesto di dialogo e scambio molto proficuo tra pubblico e artisti.

(Foto da pagina FB di ZufZone)

PAGINA FACEBOOK ZufZone

RIPRODUZIONE RISERVATA Maggio 2020

Un commento su “La nuova rete poetica: ZufZone

  1. Pingback: Wissal Houbabi: Le identità custodite nella poesia | i cannibali della parola

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