i cannibali della parola

Slam[Contem]Poetry

Roberta Placida: poetry slam senza virgolette

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Foto di Ornella Mazzei

Intervista a  Roberta Placida che ha partecipato,  per la prima volta a un poetry slam, nello specifico al Site.it Poetry Slam, organizzato in collaborazione con Poetry Slam Abruzzo Centro Italia.  Intervista a cura di Dimitri Ruggeri nell’ambito dei Poetry Slam tutorial.

Come hai vissuto l’esperienza di partecipare al tuo primo poetry slam?

Mi sono divertita tantissimo. È stato emozionante sia preparare la performance, pensare a cosa presentare, sia giocare con il pubblico durante lo slam…

(Il video della gara in VR360 a cura di Marco Di Gennaro)

Che idea ti sei fatta del rapporto tra poesia tradizionale, forse vissuta come esperienza intima rispetto a questo approccio pensato per essere condiviso ad alta voce con un pubblico?

Credo che siano due cose diverse ma funzionali l’una all’altra. Mi spiego. La poesia vissuta come esperienza intima o per pochi “eletti”, le virgolette sono d’obbligo, può portare ad un allontanamento dalla poesia stessa. Chi non si sente in sintonia con quel tipo di esperienza, potrebbe sentirsi escluso dalla poesia. Il poetry slam, per la sua natura pubblica e di condivisione, rende la poesia fruibile a tutti, la rende divertente e coinvolgente. Pian piano, attraverso la pratica del poetry, le persone possono sentirsi più vicine anche ad una poesia più intima e personale e goderne la dolcezza e l’universalità.

Collettivi Slambanner3Perché a tuo avviso oggi la poesia orale non è così popolare e diffusa?

Forse perché è stato fatto in passato l’errore di considerare la poesia un’arte ermetica, da riservare a pochi e forse anche perché nel presentarla, spesso, abbiamo perso l’emozione, perdendoci in aridi tecnicismi.

Quale  pensi sia il miglior  posto per dar vita ad un poetry slam?  

Da quello che ho potuto vedere da questa prima esperienza, proprio per la sua natura di “arte da strada”, non è in senso negativo, anzi… , un poetry può essere organizzato ovunque ci siano persone che vogliono dire e persone che vogliono ascoltare. È un po’ come il nero… sta bene con tutto.

A tuo avviso, quali sono i punti di forza e di debolezza del format?

Punto di forza assoluto sicuramente la capacità di condivisione e coinvolgimento, punto di debolezza a cui però la buona pratica del poetry metterà rimedio, l’impreparazione del pubblico per un certo tipo di performance. Credo che le persone restino spiazzate, inizialmente, proprio perché si aspettano un tipo di poesia o di letteratura tradizionale e quindi, all’inizio, potrebbero trovarsi disorientate.

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Ci parli dei testi che hai proposto? Come li hai scelti?

Il primo proposto l’ho scritto appositamente per il poetry. Un dialogo tra l’io narrante e un’altra persona di cui si intuiscono le affermazioni o domande dalle risposte del protagonista. È una riflessione sul mondo attuale in cui, anche se siamo “socialconnessi”, diventiamo sempre più soli e incapaci di un vero dialogo e di una vera comunicazione. Il secondo testo era una poesia… più intima… legata alla memoria di mio padre… mi ha sempre spinto a scrivere e volevo fosse presente in questa occasione, ho voluto rendergli omaggio… sapevo, per la natura della poesia e per le caratteristiche dello slam, che sarebbe stata meno apprezzata, ma è stato un rischio che ho voluto correre.

Silenzio…

la vertigine della parola non detta:
pulsano le orecchie
battono le tempie

eco roboante di sentimenti inespressi
urlo che strazia il cuore in attesa…

Ascolto…
l’anima attenta si protende:
un suono sommesso
un sussurro
un bisbiglio
l’illusione di una voce
nascosta
tra i labirinti del dolore
l’inganno del ricordo
che racconta parole
che evaporano
nella muta realtà
di un’assenza…
e respiro il battito del tempo
che inesorabile avanza
nell’infinito eterno.
Silenzio.

(Roberta Placida)

Quali consigli ti senti di dare a chi si accinge a partecipare per la prima volta?

Di divertirsi e di prenderlo con assoluta leggerezza, non “alla leggera”, ma con leggerezza… il bello del poetry è il poetry in sé… partecipare e condividere con tutti delle emozioni… anche gli eventuali… schiaffi (slams) che arrivano dalla giuria.

Parteciperai ad altre gare?

Dipende… se tu mi inviti… scherzi a parte… Sì!

Ci dai qualche consiglio per migliorare?

Mi trovi impreparata. Forse investire ancora qualche minuto in più sulla preparazione del pubblico prima della gara. E assicurarsi che ci sia un audio buono 

RIPRODUZIONE RISERVATA OTTOBRE 2018

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