i cannibali della parola

Slam[Contem]Poetry

8° Puntata “Miss Poesia, la poesia-performance in TV”

Nell’ambito del focus sulle storiche trasmissioni TV che si sono occupati di poesia proponiamo l’ottava (incluso lo special) puntata delle interviste dedicate a  Miss Poesia, trasmissione andata in onda su RAI Futura TV. (Il video è invece un omaggio a Poeti in gara).

Miss Poesia partecipanti.jpg

I protagonisti delle interviste

Di seguito intervista rilasciata  da Francesca Papp partecipante al programma nel 2006.

Pensi che oggi si dia abbastanza attenzione alla valorizzazione e alla divulgazione della poesia? In passato ci sono stati importanti trasmissioni come L’Aquilone su RAI 1 mentre oggi non ci sono programmi ad hoc. Cosa può fare ancora la TV? I talent possono essere “validi” sostituti?

Sicuramente la poesia oggi non viene valorizzata né molto divulgata soprattutto se non
associata ad altre forme artistiche (per esempio musica, recitazione, video).
Forse la radio potrebbe essere un mezzo di comunicazione e di diffusione più efficace della TV ma solo per persone già interessate, perché essa richiede un ascolto e un’attenzione che devono già essere predisposti e non distratti dalla componente visiva. Data l’assenza di immagini, è fondamentale l’abilità interpretativa dei testi di chi legge.
Bisogna capire che destino vogliamo che la poesia abbia in futuro: se l’intento è che diventi fruibile per una fetta più grossa di pubblico, come succede da decenni per la musica leggera, è facile pensare che, anche per la poesia, ci possano essere un cambiamento di livello e una diminuzione di complessità nel contenuto e nella forma. E, di conseguenza, potrebbe mutare il ruolo poetico di veicolare quei messaggi, non sempre immediati, né quotidiani né necessariamente accessibili al grande pubblico.

A tuo avviso la poesia letta ad alta voce può essere più efficace di quella che resta nel libro? Come ci si può riappropriare della collettività? Del pubblico?

Credo che la poesia letta ad alta voce possa essere un’esperienza di ascolto piacevole e alla portata di tutti ma è vincolata a un contesto specifico e legata a chi la recita.
Se da un lato la recitazione della poesia può avere un impatto comunicativo più immediato e fruibile, trovo importante che il lettore si prenda un momento per rivivere la poesia anche nella propria intimità. Chi si interessa di poesia, spesso ama la dimensione intima dello scrivere e del leggere, l’odore della carta, l’immagine del testo sul bianco del foglio. Molti autori preferiscono che le proprie poesie siano lette ad alta voce e di norma sono essi stessi gli attori che portano in scena i propri testi. Per quella che è la mia esperienza, preferisco che la lettura sia fatta da qualcuno con abilità recitative e interpretative.
Quello che sarebbe opportuno chiedersi è: la poesia è davvero stata in passato una forma
letteraria della collettività? Probabilmente al poeta era riconosciuto il suo ruolo più di
quanto accada oggi ma, di certo, la poesia, o, meglio, una fruizione profonda e completa del contenuto e della forma, è sempre stata condivisa e condivisibile per quei pochi che hanno la sensibilità e la formazione, siano esse innate o coltivate.
La scuola potrebbe essere un mezzo per sensibilizzare ed educare alla poesia, gettando le
basi, già dall’infanzia, per avvicinare le persone con lievità a questa forma letteraria, in un percorso formativo naturale. L’approccio alla poesia in età scolare può stimolare ed educare anche all’osservazione della realtà esterna, intorno a sé, e al contattare e riconoscere le proprie emozioni interne, soprattutto oggi, in un quotidiano rapido e frenetico. La poesia implica una pausa, una decelerazione, un momento di riflessione, che mal si addicono ai ritmi scanditi e serrati ormai propri di gran parte delle nostra realtà di tutti i giorni.

Ci racconti qualche aneddoto della puntata in cui hai partecipato?

Sicuramente vedere uno studio televisivo fu un’emozione forte. Mi piacque molto essere
truccata e soprattutto vedere come si conduce una trasmissione e cosa va in onda oppure no. In quella occasione conobbi la poetessa Maria Luisa Spaziani e, grazie alla trasmissione, iniziammo una corrispondenza epistolare, dal momento che a lei era piaciuta la mia poesia in gara. Scoprii anche che conosceva bene mia nonna. Probabilmente la Spaziani aveva frequentato a volte il “salotto letterario” che si teneva a casa di mia nonna, figlia del critico letterario Luigi Russo, in Versilia.

In questi anni hai avuto modo di partecipare ad altri contest letterari, poetry slam o altri format analoghi? Possono, secondo te, essere considerati come strumenti per
divulgare le proprie opere o altro?

In questi anni ho organizzato insieme con altri artisti alcuni eventi di reading poetico-
musicali, in cui le mie opere erano abbinate a pittura o scultura. Le poesie sono state lette da un attore ed è stata suonata musica (batteria, chitarra o sassofono), ispirata proprio alle poesie e composta per l’occasione. Alla poesia sono stati dati una voce e un suono, un volto e un peso, soprattutto nel caso del contrasto tra la leggerezza del foglio e la consistenza della scultura. La poesia dunque diventa così una forma artistica dalle dimensioni tangibili, aprendo i suoi confini alle altre arti. Questi eventi sono di certo strumenti per farsi conoscere e per divulgare le proprie opere, e possono rendere la poesia più accessibile e coinvolgente.

*

Francesca Papp è nata a Firenze, dove vive attualmente. È educatrice, psicologa e psicoterapeuta, specialista in terapia di coppia e della famiglia.
Nel 1998 ha partecipato allo stage Psicologia dei personaggi e nel 2000 ha pubblicato una silloge di poesie sulla rivista letteraria Caffè Michelangiolo, con evento di lettura presso la fondazione “Il fiore” di Alberto Caramella.
L’anno successivo ha pubblicato una raccolta di racconti Oltre il velo, il cui tema è la ricerca d’identità. In seguito ha partecipato a vari concorsi letterari con inserimento delle opere nelle antologie (anche di Elio Pecora) e pubblicato tre raccolte di poesie: Terra rossa, Sotto l’acqua (Aletti editore) e Tra i sassi: che ripercorrono metaforicamente dei viaggi speciali, alcune tappe della sua storia che evocano paesaggi esterni e interni, nel gioco continuo tra morbidezza e durezza, tra conforto e asperità, che si contattano emotivamente, alla ricerca di un’integrazione, nella scacchiera dei giorni.

Link dell’autore
http://www.francescapapp.com
Pagina dell’autrice su Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA – Novembre 2018

 

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