i cannibali della parola

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Katia Agata Spera: un poetry slam chimerico

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Foto di Ornella Mazzei

Intervista a  Katia Agata Spera che ha partecipato,  per la prima volta a un poetry slam, nello specifico al Site.it Poetry Slam, organizzato in collaborazione con Poetry Slam Abruzzo Centro Italia.  Intervista a cura di Dimitri Ruggeri nell’ambito dei Poetry Slam tutorial.

Come hai vissuto l’esperienza di partecipare al tuo primo poetry slam?

Il mio primo poetry slam? Chimerico. Ho condiviso un esercizio collettivo di presentazione ed esibizione, non mi era capitato di recitare un mio componimento per una “sorta” di competizione, che in fin dei conti, per me, competizione non è stata: ho vissuto l’esperienza del poetry slam, con coinvolgimento, trasporto, passione. Ho avvertito la sensazione di essere dentro una sfera intima e protettiva, all’interno della quale si muoveva l’esternazione dei sentimenti puri, umani, reali, in un palcoscenico a cielo aperto dove gli spettatori erano gli alberi, gli uccelli, i cavalli, le opere d’arte, un insieme di menti e di anime, poeti e uditori, congiunti da un interesse  comune: La Poesia

(Il video della gara in VR360 a cura di Marco Di Gennaro)

Che idea ti sei fatta del rapporto tra poesia tradizionale, forse vissuta come esperienza intima rispetto a questo approccio pensato per essere condiviso ad alta voce con un pubblico?

La  poesia è prima introspezione e poi esternazione, il poeta scrivendo scarica il suo animo, si alleggerisce di angosce, turbamenti, a volte vuole anche trasmettere allegria e fantasia, quindi lascia impressi sulla carta i suoi pensieri già  intrappolati nell’inconscio. Una volta venuti fuori vengono trasmessi con la penna ma, non sempre i pensieri trascritti “le Poesie” vengono lette, possono rimanere anni ed anni in un quaderno, in un foglio volante, abbandonati dentro un cassetto o, nei tempi più recenti,  intrappolati in una scheda madre dentro il PC o in una key USB. Questo potrebbe appagare l’autore che comunque è riuscito a tirare fuori una parte di sé mentre continua a navigare nel suo mare di carta e inchiostro. Se il desiderio dell’autore è la promulgazione, semmai verranno stampate, potrebbero finire nelle mani di un amatore che le leggerà. Ho avuto prova con questa mia esperienza che il poetry slam, pensato per essere condiviso ad alta voce con un pubblico, dà vita alla poesia e contagia anche un pubblico che amatore non è, che si trova lì per caso, quindi il poetry slam in questo caso rappresenta la parabola che invia segnali , colpisce e restituisce emozioni che danno il vero valore alla poesia.  Un po’ come una candela, anche se è bellissima, fatta con arte, se non si accende non trasmette la luce e il calore.

Collettivi Slambanner3Perché a tuo avviso oggi la poesia orale non è così popolare e diffusa?

La risposta è semplice: siamo vittime delle immagini. Vogliamo tutto subito ed immediato. Sono poche le anime che si lasciano incantare dalle parole. Ancor più nell’ultimo ventennio si soffre la società smart. Alta tecnologia, tante immagini, contatti sterili e veloci. Anche la musica ormai trascura questo aspetto, i giovani seguono già da oltre mezzo secolo la musica straniera senza curarsi del significato delle parole. Musica e suoni vocali sono sufficienti …il testo “trascurabilissimo”. C’e sempre poi la percezione che i poeti siano pessimisti e tristi…ma forse è vero, perché dicono la verità, e in questo mondo odierno si preferisce mantenere le verità celate e si coltiva soprattutto l’aspetto e l’apparenza. Alla luce delle premesse in questo mondo in evoluzione  ben vengano gli audiolibri, la video poesia e i poetry slam per non perdere la poesia.

Quale  pensi sia il miglior  posto per dar vita ad un poetry slam?  

Ho partecipato a questo evento all’aperto e come già detto mi è piaciuto molto, ma eravamo in un contesto di una manifestazione estiva e con una bella giornata. Nei mesi freddi troverei adatti i circoli ricreativi popolari, pubs, cantine, trovo l’evento piuttosto informale quindi non lo vedrei adatto per location destinate a èlite altolocata.

A tuo avviso, quali sono i punti di forza e di debolezza del format?

I punti di forza sono senza dubbio lo spirito comunitario, la buona e sana competizione senza compensi, se così non fosse si perderebbe la genuinità della manifestazione.

Punti di debolezza non sono emersi è stato così entusiasmante per la prima volta, li scoprirò vivendo altri poetry slam.

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Ci parli dei testi che hai proposto? Come li hai scelti?

La scelta dei testi è stata fatta a priori, testi in cui racconto tristi verità.

Niente – è un testo che mette in risalto la povertà e la fame del mondo. Viene fuori da un mio sogno dove  ho visto madri africane disperate mettere in vendita i loro figli prima di vederli morire di fame e li esponevano dentro le cassette di legno, quelle della frutta.

Ero Ombra – racconta la morte di un uomo in solitudine nel letto di un ospedale. Nessuno era vicino a lui né per compiangerlo né per maledirlo.

Alla ricerca di me – l’uomo che si allontana, lascia il proprio paese per ricercare se stesso. Inquadra il migrante spirituale alla ricerca del proprio io, della  libertà o della comprensione dell’incomprensibile.

Ero Ombra

Sono andato, solo, inseguito dal nulla,
accompagnato da un telo che copriva il mio volto
ingrigito dal male, rigato dal tempo,
rassegnato al dolore ed alla morte.

Mi sono spento
pian piano,senza sussulti.
Gli occhi si sono chiusi, il cuore si è arrestato,
il fiato esalato per l’ultima volta.

Nessuna lacrima di sconforto per l’addio,
né un sorriso per liberare lo spirito
intrappolato tra le maglie del risentimento,
neppure uno sguardo guercio pronto a maledire:

“Vai, entra nell’oblio, perditi nell’oscurità,
corri nel vuoto, fluttua nel nulla,
sprofonda e marcisci,
senza anima, nella terra nefasta!”

Sono morto, ma ero ombra da tempo.
Un uomo rifiutato è un uomo morto
ed io me ne ero andato
ancor prima di lasciare l’umana esistenza.

(Katia Agata Spera)

Quali consigli ti senti di dare a chi si accinge a partecipare per la prima volta?

Bisogna provare l’esperienza per capirla, consiglierei di avvicinarsi a questo modo di promuovere la poesia con disinvoltura, come ho fatto io, e tra una poesia e l’altra mangiare e bere, bisogna sentirsi tra amici. Io ho gustato un ottimo cus-cus- in una giornata estiva riparata sotto il mio bellissimo cappello di paglia!

Parteciperai ad altre gare?

Spero di sì, sono una donna, moglie e madre lavoratrice, la scrittura e la poesia sono una passione, bisogna organizzarsi al meglio e inseguire i propri sogni.

Ci dai qualche consiglio per migliorare?

Trovata ottima l’organizzazione, buona la comunicazione, non ho avuto grosse difficoltà poiché giocavo in casa. Non so se i fuori sede possano nutrire disagi legati a costi di viaggio e a prenotazioni eventuali. Ho apprezzato il buono pasto offerto dall’organizzazione.

RIPRODUZIONE RISERVATA OTTOBRE 2018

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