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Slam[Contem]Poetry

La Corrida, la poesia-performance in TV

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Dopo il focus su Miss Poesia di Rai Tv, una delle storiche trasmissioni che si sono occupate di poesia più di dieci anni fa, su StraFactor  eItalia’s Got Talent, questa volta tocca al programma  La Corrida – Dilettanti allo sbaraglio, a ragione considerato il progenitore dei moderni talent show, inventato da Corrado e dal fratello Riccardo Mantoni.  Ce ne parla Giuliana Cicchetti Navarra, poetessa abruzzese, che arrivò in finale con una poesia nella puntata  del quattro Marzo 2006. La trasmissione era condotta da Gerry Scotti.

L’intervista all’autrice è a cura di Dimitri Ruggeri, concessa in esclusiva per SlamContemPoetry.

Pensi che oggi si dia abbastanza attenzione alla valorizzazione e alla divulgazione della poesia? Cosa può fare ancora la TV? I talent possono essere “validi” sostituti?

Io ho desiderato andare al programma della “CORRIDA”  perché amo divertirmi, sono una persona semplice, solare e visto che ci andavano vari tipi di persone ho pensato che avrei potuto avere anche io una possibilità.
Mi piace scrivere anche poesie ironiche, le persone normalmente hanno bisogno di sorridere, e quale programma meglio della Corrida (è stato  un dispiacere non poterla più vedere e non solo per me…)?  In TV ci tornerei volentieri, nel 2006 c’era Gerry Scotti , una persona simpatica, molto gentile sia in pubblico che dietro le quinte.

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Perché nel 2006 hai deciso di partecipare a la Corrida?

Per me non c’è abbastanza attenzione, valorizzazione e divulgazione della poesia e per fortuna che ci sono persone amanti della poesia e formano delle Associazioni organizzando incontri interessanti coinvolgendo noi Poeti dandoci la possibilità di recitare davanti ad un pubblico, (anche se a volte modesto perché appunto poco interessato alla Poesia) ma comunque è sempre molto bello per noi avere chi ci ascolta e ci regala applausi che sono linfa vitale per ogni artista.
La TV certamente che potrebbe fare molto, è una vasta vetrina, come fa con i cantanti potrebbe invitare anche un poeta da inserire nella scaletta fra un argomento e l’ altro.
I talent sono non validi ma ” VALIDISSIMI ” sostituti, hanno un vasto pubblico e fra tanti c’è sempre chi ama la poesia, c’è sempre chi ci si ritrova, come in una canzone.

Ci racconti qualche aneddoto delle puntate in cui hai partecipato?

E’ stato simpatico il momento quando, parlando della mia poesia che avrei declamato,” LA JIETA ” = LA DIETA , Gerry mi disse: ma io mica sono grasso ? Ed io prontamente con un dito feci finta di toccargli l’addome ed esclamai: ma sei magro, sento che hai la tartaruga… In platea ci furono applausi e risate, (fu una cosa spontanea non preparata). L’altro aneddoto divertente fu quando raccontai di aver fatto il provino e in casa dicevo sempre: chissà se verrò scelta… e mio figlio Riccardo mi aveva diceva: mamma, non preoccuparti, se non ti prendono significa che sei normale!

Qualcuno potrebbe storcere il naso quando si associa la poesia a un prodotto di “consumo” televisivo . Cosa ne pensi?

Potrebbe sempre esserci  qualcuno che critica le iniziative, è normale, non si possono accontentare tutti, il negativo c’è, esiste, basta ignorare ed andare avanti. Per me e per chi ama la poesia, associare appunto la poesia ad un prodotto televisivo sarebbe non bello ma bellissimo, ben vengano tutte le idee che faranno in modo di far amare, apprezzare anche questo genere di arte, io avevo quattro anni quando ho imparato la prima poesia ed ancora me la ricordo.

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Quale esperienza pensi ti sia stata utile per rompere il ghiaccio nel contest?

Veramente io ho sempre recitato le mie poesie fra amici ed in pubblico nei vari incontri che ci sono stati nella mia bella Città d’arte  L’Aquila e fuori, ho partecipato inoltre a tantissimi concorsi di poesia in varie Città d’ Italia e ogni volta che vado ritirare un premio le declamo (nella mia semplicità, stare sul palco per me è solo un piacere, un’emozione gradevole ).

A tuo avviso la poesia letta ad alta voce può essere più efficace di quella che resta nel libro? Come ci si può riappropriare del pubblico?

Certamente che la poesia letta ad alta voce  è più efficace perchè arriva direttamente, (magari letta proprio dall’autore, soprattutto la poesia in vernacolo), poi rileggersela in silenzio non è certo sbagliato. Il pubblico ha bisogno anche  di leggerezza, di sorridere, il quotidiano è già abbastanza pesante. Si potrebbero inserire le poesie nelle scalette di qualsiasi programma senza essere invadenti. Nelle scuole insegnare ai bimbi ad amare la poesia e per tutti continuare a fare gli incontri Poetici sarà sempre un piacere per chi saprà apprezzare.

RIPRODUZIONE RISERVATA – MAGGIO 2019

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